"Terribile è la tentazione della bontà!""
DEDICA
Spirali, cerchi, movimenti, costumi. E se fosse che l’esperienza ritrovasse la strada di casa, attraverso dei corpi in movimento, animali lontani e forestieri?
Il percorso ci ha portati fino a qui, vivi e cambiati, mutati, come terra che si trasforma negli anni, pur rimanendo la stessa, come luna che cresce, dopo essere calata.
Un cerchio, il nostro, che ci ha contenuti tutti, comodi negli specchi scomodi di noi stessi. E ci siamo riconosciuti liberi e creativi. Non si dimenticano certe facce, se ne incontrano di nuove, attraverso dei gesti che ci hanno ricondotto a scoprire delicatamente altre parti di noi, che non sapevamo di avere dentro.
Uno spettacolo, una luce sul palcoscenico, che ci fa alzare fieri lo sguardo ed essere pubblico. La storia, la trama, ha le radici in un passato poco lontano che nel qui ed ora diventa presente.
Ed ecco che nel gioco di cuccioli che si conoscono, che lottano, che crescono ritroviamo animali che solo ora ci appartengono. Immagina uno scatto fotografico, dove il tempo si è fermato, tutti noi immobili, con lo sguardo all’infinito, in pose teatrali. Nessun battito di ciglia, nessuno slancio. Su di noi della farina bianca, quasi fosse polvere di gesso. Tu ti aggiri nella stanza e ci osservi ad uno ad uno, ci pulisci i visi ed i capelli, ti prendi il tempo per respirare, qualche carezza a noi, a te. Poi decidi: prendi quella polvere bianca, ti ci sporchi i vestiti, la faccia, i capelli, trovi il tuo posto sacro, accenni un inchino con il capo e ti metti in posizione.
Si apre il palcoscenico, l’acqua sgorga in tutto il teatro arrivando dove ce n’è più bisogno, per sciogliere le nostre rigidità, che vivono attraverso gli sguardi tesi che si trasformano in tenerezza. Perché il teatro è acqua, perché questo teatro è madre primitiva, rozza e accogliente, perché in te, ci siamo riconosciuti e per te siamo qui.
Grazie per tutte le delicate carezze che ci siamo regalati. A voi, a te maestro. Straniamento sconvolgimento dell’abituale percezione della realtà che il narratore induce nel lettore mediante l’uso di particolari tecniche linguistico–narrative Sinonimi: alienazione, estraneità, spaesamento, stordimento.

NOTE DI REGIA
In questi pochi-lunghi anni, come gruppo abbiamo lavorato alla ricerca di una bellezza che fosse simmetria, emozione, coerenza, pelle nuda, salvezza.
Con Brecht abbiamo incontrato un altro tipo di teatro che imponeva nuovi linguaggi, nuovi ritmi, nuovi stupori. Un teatro ruvido, calloso, fatto di antitesi, critica, esagerazioni.
Un teatro che è gioco: antico, barbarico, crudele.
Nuove maschere sono state create per completarci e svelarci al tempo stesso.
I personaggi sono mostri, divini e terrigni, tribali e archetipici; i personaggi sono bambini, nei loro capricci, nelle loro passioni travolgenti ed esasperate, nella loro bontà ferita; i personaggi sono bestie, nella loro umanità soffocata o pagata a carissimo prezzo. Questa è la storia di un mondo nel caos e di due santi laici, ultimi tra gli ultimi, chiamati a rimetterlo sui cardini; questa è la storia di un bambino e di un sacrificio; questa è la storia di quanto sia “terribile la tentazione della bontà”.
Abbiamo lavorato su quanto fosse dentro di noi scomodo e lontano per sostare nei luoghi ignoti del nostro essere. Lavoriamo su quanto sia scomodo e lontano dentro di voi, per scatenare divertimento e crisi.
Dal festino di Pasqua ad una danza pagana: un giocattolo naif.