"Solo ora che non posso averlo, capisco quanto lo amo"
DEDICA
Dall’ordine imposto al caos naturale. Dal caos imposto all’ordine naturale. La storia degli Innamorati. La storia del Re e della Regina delle Fate. La storia dei Comici. Unico il luogo: il Bosco. Ci entrano Ermia, figlia di Egeo, promessa sposa di Demetrio, che è scappata con Lisandro: le ha ammaliato il cuore. Ci entra Demetrio avvertito da Elena, amica di Ermia e di lui innamorata: lo insegue per amore. Ci dimora il re Oberon che controlla il passato, dirige il presente e governa il futuro. Ci dimora la regina Titania capace di innescare l’ira del re pur di non cedergli il paggio. Ci giungono i Comici a preparare la commedia per le nozze del duca e della duchessa di Atene. Per avere ciò che vuole, Oberon ingaggia Puck, folletto fido e fedele, diavolo gaio e divertito, perché trovi lo strumento del caos: il succo di un magico Fiore. E' caos. E il Bosco è scena di Trasformazioni. Presenti, assistono e complicano le Fate che del disordine si nutrono. Gli Innamorati abbandonano l’ordine, provano la passione e trovano l’amore. I comici provano l’ordine, abbandonano l’amore e trovano il sacrificio. Tutto tornerà al suo posto, per volontà di Oberon, ma nulla sarà più come prima. Nel bosco, alle volte, ci si perde. Agli occhi di chi guarda rimane una domanda: "chi è il vero protagonista?" A ognuno la sua risposta.

"The lunatic, the lover, and the poet are of imagination all compact"
NOTE DI REGIA
Credo siano due le difficoltà nell'approcciarsi al "Sogno". La prima è che si tratta di uno spettacolo che ho vissuto dall'interno e che risente di una regia impostata da altri. La seconda riguarda la paura di essere "prevedibile" come regista, pur rimanendo coerente con uno stile. Dalla "Passione secondo Don Giovanni" ho fatto tesoro dei miei limiti. Nel "Sogno" ho spinto verso una leggerezza, che spero non venga scambiata per superficialità, proprio per compensare gli abissi del Don Giovanni. Siamo partiti da noi stessi. Da un punto indefinito del nostro corpo. Dal bosco. Dalla notte. Dal buio (che rende tutti uguali come dice Gabriele/Starvelling). Niente teste d’asino, fatine di tulle, paggetti o leoni di cartapesta. Il Sogno è il dramma dell'amore in tutte le sue possibili declinazioni. Il bosco e la notte simboleggiano la soglia della metamorfosi. Le Fate, creature erogene dal piacere libero, sconvolgeranno il mondo degli Innamorati (nevroticamente frigido) e quello dei Comici (teneramente asessuato). Se i personaggi del Don Giovanni non riuscivano a riprendersi dallo shock provocato dal protagonista, questi del Sogno, attraverso le Fate, conosceranno la crisi e ritroveranno il proprio nucleo più autentico. Abbiamo scoperto i fili, senza cortocircuito. Siamo erogeni, come le Fate, scorticati al mondo. Ci concediamo il lusso di emozioni luminose. Ne spremiamo il succo.