"Ho tante strade intorno e nessuno dentro"
DEDICA
Pensate a un libro … a quel libro che avete amato e che mai vi stanchereste di leggere … al libro nel quale vi siete visti, persi e ritrovati. E ora immaginatevelo reso a teatro. I personaggi che avete amato prendere forma, voce e sostanza. Le atmosfere che vi hanno ammaliato acquistare forza e intensità. Le situazioni, i luoghi, i dialoghi, le emozioni farsi vive e concrete. Il risultato è un naufragio dell’anima, il perdersi senza bisogno di ritrovarsi perché è dolce la deriva in questo mare. Questo è "il ventre del mare" come noi lo abbiamo vissuto e creato. Ed ora sedetevi comodi e lasciatevi trasportare dalla corrente, senza remore o paure. Buon viaggio.
NOTE DI REGIA
Come rendere la complessità di un romanzo? Come renderne la stordente poesia? Come rendere il respiro del mare? Come renderne la fatale potenza? Questi alcuni dei problemi che noi come gruppo ci siamo trovati ad affrontare. Ci sono state epifanie e crisi, come in ogni spettacolo che non ha la pretesa di essere perfetto ma ha il dovere di partire sempre da noi, dal nostro cuore e dal nostro corpo. Penso a questo spettacolo come qualcosa di fluido e al tempo stesso geometrico. Avvolgente e inarrestabile. Mare di corpi e sospiri, mare caldo di lana. Mare che ammala. Mare che guarisce. La prima scelta è stata visiva: comporre le singole scene come se fossero quadri. Cercare gli occhi di alcune intuizioni per comporne il ritratto. La seconda è stata musicale: la metafisica atemporale di Bach a dare coerenza, ritmo e pulsazione. La terza è stata sul gruppo: tutti gli attori in scena, sempre coinvolti, sempre partecipi, ora parte di un meccanismo salvifico, ora stagliati nelle loro solitudini. Il teatro è acqua che ghiaccia cristallino in linee e angoli di fugace bellezza, che preme come le energie trattenute da una diga, che scorre libera e imprevedibile a ciascuno di noi, che evapora nell’essenza di un ricordo che speriamo gradito. Il sale del nostro sudore. Del nostro donarci. E' uno specchio questo mare, come viene detto ad un certo punto; qui nel suo ventre abbiamo visto noi stessi forse. Davvero.